loading ...

Compagnia: G.A.D CITTA' DI TRENTO

immagine della compagnia
Indirizzo: VIA DEGLI OLMI, 24 38100 - TRENTO TN
Telefono: 0461925639
Fax: 0461391711
Referente: GIOVANNA TOMASI
Indirizzo: VIA DEL BRENNERO, 68 38100 - TRENTO TN
Telefono: 0461420279
Cellulare: 3284173325
immagine dello spettacolo GLI INGANNATI

GLI INGANNATI

Genere: Commedia

due atti degli Accademici Intronati di Siena
adattamento Luigi Lunari
anno 1531

Questa “favola” (così venivano chiamate le rappresentazioni teatrali nel Rinascimento) è una delle più belle e fortunate commedie del cinquecento italiano. E’ uno scherzo teatrale giocoso scritto a più mani (pare in poco più di tre giorni) dagli “Accademici Intronati” e dedicato al pubblico femminile della città di Siena, che vede la sua prima messa in scena nel 1531.

In questa opera sono mescolati i principali argomenti presenti nel teatro comico cinquecentesco: un fitto intrigo di equivoci e travestimenti, l’atmosfera ardente dell’ amor giovanile, la satira del falso letterato, le patetiche smancerie dei vecchi fino all’ aggressiva sguaiataggine dei servitori che sono preannuncio ai lazzi comici e spassosi della commedia dell’arte.

Lelia per riconquistare l’amore di Flamminio non esita a andare contro tutte le regole sociali del tempo, vestendosi da uomo e presentandosi a lui in veste di gentiluomo. Da questo fatto prendono l’avvio equivoci, fraintendimenti, malintesi, ambiguità che danno origine agli spunti divertenti e talvolta ridicoli del tema umoristico principale del Rinascimento: la lotta d’Amore fra giovani e vecchi.

L’intreccio di motivi farseschi, satirici, sentimentali e quasi romanzeschi spiega la straordinaria fortuna goduta nel tempo da questa opera teatrale, tanto da far ritenere che possa essere stata fonte per la commedia di William Shakespeare: “La dodicesima notte”

 


immagine dello spettacolo STAVA 1985

STAVA 1985

Genere: Dramma

L'OPERA

Pur essendo passati 25 anni, la memoria e l'eco della tragedia della Val di Stava sono ancora vivi nei sopravvissuti e nella comunità trentina, come emerge da alcune testimonianze particolarmente toccanti.
 
Il contenuto del testo teatrale è tale da suscitare amarezza e sdegno oltre che emozione e "pietas" verso le vittime. L'intento è di far meglio comprendere, anche sotto l'aspetto tecnico, quello che effettivamente è successo a Stava il 19 luglio 1985. Lo spettacolo trova un giusto equilibrio tra il ricordo doloroso e la denuncia delle responsabilità.

Si è preso spunto dalle sacre rappresentazioni medievali per proporre un allestimento rigoroso e suggestivo con una scenografia che riesca a fondere sul palcoscenico i luoghi deputati alla messa in scena.
 
L'intenzione della regia è di guidare gli spettatori nei vari aspetti della sciagura (tragico, tecnico, emozionale) e far capire "come" e "perché" essa sia potuta accadere, utilizzando brevi filmati, didascalie, immagini e disegni che ne documentano i fatti.

immagine dello spettacolo IL SENATORE FOX

IL SENATORE FOX

Genere: Commedia

due atti di Luigi Lunari

L'OPERA

E' giorno di elezioni!

Il dott. Fox si presenta candidato al senato in un collegio che è ritenuto sicuro.
A casa sua arrivano autorità e personaggi interessati a nuovi e futuri equilibri politici per discutere di programmi, posti, clientele, iniziative pubbliche, affari, ecc. e Fox, da politico navigato, è disposto a ascoltare cercando soluzioni che possano accontentare tutti. 

Quello che per lui è invece sacro e intoccabile è l'onore della sua famiglia e a quello non è disposto a passare sopra per niente al mondo.

Una satira pungente dell'ambiente politico, ma in special modo della corruzione e della bassezza umana che predica bontà e meriti validi per gli altri, ma non per se stessi.

immagine dello spettacolo L'AFFARISTA MERCADET

L'AFFARISTA MERCADET

Genere: Commedia
"L'affarista Mercadet" di Honoré de Balzac Mercadet è un personaggio che vive di espedienti, investendo non il proprio, ma il denaro degli altri. E' sempre in bilico tra fallimenti, protesti, ingiunzioni di pagamento e per non affogare deve convincere tutti i suoi conoscenti, amici o nemici che siano - dalla cameriera al genero, dalla padrona di casa all'usuraio - ad affidargli altro denaro. Dote fondamentale in questa impresa non è l'intelligenza finanziaria, ma la parlantina, il fascino, la simpatia accattivante. Balzac, grandissimo romanziere, giornalista e drammaturgo francese della prima metà dell'Ottocento, dipinge qui un'altra pagina della sua Commedia umana. Come in tutti i suoi capolavori, anche con l'affarista crea un carattere vigoroso, monomaniaco, che nulla distrae dal perseguimento della sua idea fissa. Nell'intento di illustrare il modo di pensare e di agire degli uomini del XIX secolo, tratteggia però un ambiente, quello della borsa e della finanza, che a distanza di un secolo e mezzo non pare cambiato molto: tra governatori e furbetti, lanci di OPA e reati di aggiotaggio riusciamo a capire benissimo di cosa sta parlando Balzac, a ritrovarci e anche a riderci su.
immagine dello spettacolo LA BROCCA ROTTA

LA BROCCA ROTTA

Genere: Commedia

di Heinrich von Kleist

regia di Alberto Uez

Heinrich von Kleist (1777-1811) è uno dei più importanti scrittori e drammaturghi del “romanticismo” tedesco, tanto da poterlo accostare a Schiller e Goethe. Tutti i suoi lavori drammatici rispecchiano forti conflitti e crisi sia nelle vicende che nei personaggi. La sua inquietudine esistenziale lo porta ad una vita agitata, infelice e girovaga sino al suicidio sulle rive del lago Wannsee. “La brocca rotta” (1808) è l'unica opera di impronta comica dell'autore tedesco, dove emerge tutta la sua abilità di costruttore di personaggi e meccanismi teatrali.

La popolana Marta Rull, allarmata da sordi rumori provenienti dalla stanza della figlia Eva, accorre e sorprende un individuo che rapido fugge dalla finestra. A terra giace la sua brocca, oggetto a cui è affettivamente molto legata, irreparabilmente rotta… Da questo burrascoso ritrovamento prende inizio la vicenda che coinvolge molti compaesani, dal giovane Rubert, fidanzato di Eva, all’anziano giudice Adamo chiamato a dirimere la matassa di equivoci e sospetti. L’azione si svolge come una sorta di indovinello con un ritmo sempre crescente. Kleist descrive un affresco giudiziario paesano delizioso e pungente in cui lo spettatore viene coinvolto attraverso una catena di menzogne e sotterfugi, mezze verità e false confessioni, accuse infondate e ritorsioni fino allo scioglimento finale crudelmente allegro.

La scena si apre e sviluppa nell’abitazione-tribunale del giudice dove Adamo si muove e accoglie i protagonisti di questa grottesca vicenda. Elementi costitutivi dell’ambiente sono il legno e la luce. Sedie accatastate e strutture di legno sottolineano e rinforzano l’idea della confusione imperante durante tutta la commedia, costruendo una situazione in cui il potere giudiziario e i suoi rappresentanti incombono su querelanti e indagati, definendo inoltre i livelli gerarchici che dividono le autorità tra di loro e dal popolo. Le grandi lanterne simboleggiano la Verità messa in luce dalla Giustizia, ma allo stesso tempo gettano e diffondono le sinistre ombre del dubbio e dell’inganno.

immagine dello spettacolo SACCO E VANZETTI

SACCO E VANZETTI

Genere: Dramma

Questa versione della storia di Sacco e Vanzetti si attiene rigorosamente alla realtà della cronaca. I fatti si sono svolti così come li raccontiamo, i nomi e i personaggi sono tutti reali. Le date e i luoghi sono scrupolosamente rispettati.

L'opera teatrale descrive uno dei più gravi delitti "legali" americani del ‘900, un misfatto giuridico che ha provocato scioperi e manifestazioni di protesta in tutto il mondo civile. Solo nell’Italia fascista, il fatto passò sotto silenzio.

Il pubblico viene coinvolto dall'idealismo e dalla forza d’animo dei due operai anarchici italiani emigrati negli Stati Uniti e condannati alla sedia elettrica da un tribunale nel 1927, sebbene innocenti, dopo sei anni di inutile e angosciosa attesa nel braccio della morte. Ideali e forza che emergono dai documenti dell’epoca, dall’istruttoria, dalle risultanze processuali e dai colloqui che ebbero in carcere col proprio avvocato e con i familiari.

Romain Rolland (premio Nobel per la letteratura 1915) a proposito della condanna dichiara:

Io non sono americano, ma amo l’America e accuso di alto tradimento verso gli Stati Uniti quegli uomini che hanno insudiciato la bandiera di questo paese davanti agli occhi del mondo commettendo questo crimine giudiziario.

É un teatro della realtà, un "dramma documento" dal grande valore simbolico e civile che ci ricorda come persino le istituzioni democratiche più avanzate possano essere causa di incomprensibili ingiustizie sociali.

La messa in scena, che si serve di immagini d’epoca alternate a quadri teatrali e video proiezioni, mantiene la vocazione documentaristica del testo.

Un gruppo di amatori del teatro nel 1946 da vita alla compagnia "T.S.T." dei postelegrafonici, con repertorio parte in lingua parte in dialetto.Nel 1953 diventa "Sperimentale Città di Trento", il fondatore e l'anima del gruppo è Mario Roat, grande uomo di teatro, sotto la cui regia (fino al 1977, data della sua scomparsa) vengono allestite opere classiche e contemporanee nella ricerca costante di un teatro di contenuti e di impegno. Il gruppo visita spesso anche comunità di italiani all'estero (Inghilterra, Olanda, Belgio, Germania, Svizzera e Francia).Nel 1979 la regia è affidata ad Alberto Uez e l'attività si indirizza verso due filoni culturali: il teatro comico nei secoli, ("Miles gloriosus" di Plauto, "La Farinella" di G. C. Croce, "Le intellettuali ridicole" di Mòliere) e la presentazione di una drammaturgia del '900 significativa ("Il diario di Anna Frank" di Goodrich e Hackett, "La gatta sul tetto che scotta" di T. Williams, "A.A.A. cercasi suicida" di N. Erdman, "Victor" di R. Vitrac, "Piccola Città" di T. Wilder, "Il crogiuolo" di Arthur Miller, "Sinceramente bugiardi" di Alan Ayckbourn, "L'ispettore generale" di N. Gogol), con un contributo anche al teatro dialettale trentino: "La siarpa de la sposa" di Gabriella Scalfi e "Cara mamma state di coraggio..." di Antonia Dalpiaz.Oltre a visitare il territorio provinciale e regionale, la compagnia, nell'ultimo decennio, partecipa varie volte ai maggiori festival: Pesaro, Macerata, Vicenza, Gorizia, Chioggia, Monza, Schio, Nave di Brescia e Mantova, ottenendo spesso riconoscimenti e premi, sia individuali che collettivi.Il Gruppo dei GiovaniE’ stata a lungo tradizione del GAD offrire occasioni di formazione per giovani interessati ad avvicinarsi al mondo del teatro, e nello specifico alla compagnia, attraverso gli allestimenti del cosiddetto "Gruppo dei Giovani" animato dalla compianta Gabriella Scalfi. Nell’ultimo decennio questa consuetudine ha preso la forma di “corsi” di avviamento al teatro, tenuti da attori di rilievo della compagnia che, mantenendo lo stesso obiettivo, hanno portato nuova linfa al “gruppo storico”. Con l’anno 2007 si è voluto riproporre la costituzione di una Gruppo dei Giovani, sotto la responsabilità di Gabriele Penner, impegnato nell’allestimento di un vero e proprio spettacolo.
Informazioni non presenti.