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Giornata Mondiale del Teatro

 

International Theatre Institute ITI

World Organization for the Performing Arts

UNESCO, 1 Rue Miollis, FR-75732 Paris Cedex 15
iti5@iti-worldwide.org / www.iti-worldwide.org

 

World Theatre Day Message 2012

World Theatre Day, 27 March


by John Malkovich


È per me un onore che l’International Theatre Institute ITI dell’Unesco mi abbia chiesto di scrivere questo messaggio per il cinquantesimo anniversario della Giornata Mondiale del Teatro.

Dedico queste mie brevi parole ai miei colleghi, ai lavoratori del mondo del teatro, miei pari e miei compagni.

Che il vostro lavoro sia avvincente e originale. Che sia profondo, toccante, contemplativo, unico.

Possa il vostro lavoro aiutarci a pensare, aiutarci a domandare che cosa significhi essere umani, e che questo pensiero possa essere sostenuto col cuore, con la sincerità, con il candore e con la grazia.

Che possiate superare le avversità, la censura, la povertà e il nichilismo, che molti di voi sicuramente saranno costretti ad affrontare.

Possiate godere di talento e di rigore, per insegnarci il battito del cuore umano in tutta la sua complessità, con l’umiltà e la curiosità necessarie per rendere tutto questo il lavoro della vostra vita. Possa il meglio di voi – poiché sarà solo il meglio di voi, anche se solo per un attimo – riuscire a formulare la più essenziale delle domande: «come viviamo?».

Buona fortuna.

John Malkovich

traduzione di Victor Jacono


I'm honored to have been asked by the International Theatre Institute ITI at UNESCO to give this greeting commemorating the 50th anniversary of World Theatre Day. I will address my brief remarks to my fellow theatre workers, peers and comrades.

May your work be compelling and original. May it be profound, touching, contemplative, and unique. May it help us to reflect on the question of what it means to be human, and may that reflection be blessed with heart, sincerity, candor, and grace. May you overcome adversity, censorship, poverty and nihilism, as many of you will most certainly be obliged to do. May you be blessed with the talent and rigor to teach us about the beating of the human heart in all its complexity, and the humility and curiosity to make it your life's work. And may the best of you - for it will only be the best of you, and even then only in the rarest and briefest moments - succeed in framing that most basic of questions, "how do we live?" Godspeed.

John Malkovich

 

 AUTORE

del “messaggio internazionale” del 2012

John Malkovich





John Malkovich nasce a Christopher (nell'Illinois) il 9 dicembre 1953 da Daniel Leon Malkovich, un editore statunitense figlio di emigrati croati originari di Ozalj, e da Joe Anne Choisser, una giornalista statunitense di origini scozzesi e tedesche.

Da ragazzo Malkovich, che era molto in sovrappeso, non partecipava agli spettacoli organizzati dalla sua scuola. All'età di sette anni, però, assistette alla rappresentazione di Our Town di Thornton Wilder, che lo colpì profondamente.

Durante gli anni del liceo, Malkovich si trasforma fisicamente: perde drasticamente i chili di troppo, concentra il suo interesse sullo sport ed entra nella squadra di football americano. Contemporaneamente coltiva l'amore per la musica e, oltre a suonare la tuba nella banda della scuola, dedica molto del suo tempo libero alla chitarra.

Frequenta alla Eastern Illinois University il corso in scienze ambientali, seguendo le orme della famiglia, che è editrice del quotidiano Benton Evening News a Benton, Illinois e della rivista Outdoor Illinois e che è generalmente considerata come una delle famiglie che hanno dato vita al movimento ambientalista nell'Illinois.

L'interesse per il teatro ha ormai preso il sopravvento e John decide di trasferirsi all'Illinois State University per frequentare i corsi di recitazione. Qui fa la sua prima esperienza di recitazione, interpretando The Lover di Harold Pinter, e nel tempo libero suona la chitarra nei locali della zona.

Nel 1976 lascia l'università prima di diplomarsi e si trasferisce a Highland Park, un’area suburbana di Chicago, dove fonda, insieme a Gary Sinise, una compagnia teatrale, la Steppenwolf Theater Company.

Si trasferisce a New York City nel 1983 e debutta nell'opera True West. Il debutto a Broadway avviene accanto a Dustin Hoffman in Morte di un commesso viaggiatore nel 1984. Malkovich vince un Emmy Award per il suo ruolo quando lo spettacolo venne trasposto in un film per la televisione diretto da Volker Schlöndorff.

Il debutto sul grande schermo avviene, dopo aver recitato in alcuni film per la televisione, con Le stagioni del cuore (Places in the Heart, 1984) di Robert Benton, per il quale viene nominato agli Oscar come "miglior attore non protagonista", seguito subito dopo da Urla del silenzio di Roland Joffé.

Nel 1988 è protagonista, accanto a Glenn Close e Michelle Pfeiffer, del film di Stephen Frears Le relazioni pericolose (Dangerous Liaisons), tratto dal romanzo di Pierre-Ambroise-François Choderlos de Laclos.

Malkovich sposa la studiosa di culture orientali Nicoletta Peyran, conosciuta sul set di Il tè nel deserto (1990) di Bernardo Bertolucci, film per cui lei era aiuto-regista, con la quale ha avuto due figli.

Nel 1994 viene nuovamente candidato agli Oscar, sempre come "miglior attore non protagonista", Nel centro del mirino (In the line of fire, 1993), diretto da Wolfgang Petersen.

Nel 2002 fa il suo debutto dietro la macchina da presa con due pellicole, Hideous Man e Danza di sangue.

Malkovich rimane fedele alla compagnia teatrale che lo ha lanciato e reso celebre, tornando spesso allo Steppenwolf, sia come attore sia come regista.

Nel 2010 recita, in un cast d'eccezione, al fianco di Morgan Freeman, Bruce Willis e Helen Mirren, nel film Red di Robert Schwentke vestendo i panni di un ex agente CIA, un reduce estremamente distruttivo che torna in missione dopo anni di paranoica follia.

Nel 2011 ha diretto la sua terza produzione teatrale a Parigi, Les Liaisons Dangeureuses al Théâtre de l’Atélier, dopo il successo di Hysteria (Marigny, 2002) e Good Canary (Comedia, 2007), per il quale gli è stato conferito il premio Molière per la migliore messa in scena.



World Theatre Day Message

Authors 1962-2012

 


2012 John MALKOVICH

 

2011 Jessica A. KAAHWA
2010 Judi DENCH
2009 Augusto BOAL
2008 Robert LEPAGE
2007 Sultan bin Mohammed AL QASIMI
2006 Victor Hugo RASCON BANDA

2005 Ariane MNOUCHKINE

2004 Fathia EL ASSAL
2003 Tankred DORST
2002 Girish KARNAD

2001 Iakovos KAMPANELLIS

2000 Michel TREMBLAY
1999 Vigdís FINNBOGADÓTTIR
1998 50th Anniversary of I.T.I. - Special Message
1997 Jeong Ok KIM
1996 Saadalla WANNOUS
1995 Umberto ORSINI
1994 Vaclav HAVEL
1993 Edward ALBEE
1992 Jorge LAVELLI - Arturo USLAR PIETRI

1991 Federico MAYOR, Director General of UNESCO
1990 Kirill LAVROV
1989 Martin ESSLIN
1988 Peter BROOK
1987 Antonio GALA
1986 Wole SOYINKA
1985 André-Louis PERINETTI
1984 Mikhaïl TSAREV
1983 Amadou Mahtar M'BOW, Director General of UNESCO
1982 Lars af MALMBORG

1981 national messages
1980 Janusz WARMINSKI
1979 national messages
1978 national messages
1977 Radu BELIGAN
1976 Eugène IONESCO
1975 Ellen STEWART
1974 Richard BURTON

1973 Luchino VISCONTI

1972 Maurice BEJART

1971 Pablo NERUDA
1970 D. CHOSTAKOVITCH
1969 Peter BROOK

1968 Miguel Angel ASTURIAS

1967 Hélène WEIGEL
1966 René MAHEU, Director General of UNESCO

1965 Anonymous/Anonyme
1964 Laurence OLIVIER - Jean-Louis BARRAULT
1963 Arthur MILLER
1962 Jean COCTEAU


27 MARZO

GIORNATA MONDIALE DEL TEATRO

 

La Giornata Mondiale del Teatro è stata creata a Vienna nel 1961 durante il 9° Congresso mondiale dell’Istituto Internazionale del Teatro su proposta di Arvi Kivimaa a nome del Centro finlandese. Dal 27 marzo 1962 (data di apertura della stagione del Teatro delle Nazioni di Parigi), la Giornata Mondiale del Teatro è celebrata dai Centri Nazionali dell’I.T.I. che esistono in un centinaio di paesi del mondo.

L’Istituto Internazionale del Teatro è stato creato in 1948, per iniziativa dell’U.N.E.S.C.O. e di personalità famose nel campo del teatro, ed è la più importante organizzazione internazionale non governativa nel campo delle arti della scena. L’I.T.I. cerca “di incoraggiare gli scambi internazionali nel campo della conoscenza e della pratica delle Arti della Scena, stimolare la creazione ed allargare la cooperazione tra le persone di teatro, sensibilizzare l’opinione pubblica alla presa in considerazione della creazione artistica nel campo dello sviluppo, approfondire la comprensione reciproca per partecipare al rafforzamento della pace e dell’amicizia tra i popoli, associarsi alla difesa degli ideali e degli scopi definiti dall’U.N.E.S.C.O.”.

Le manifestazioni che segnano la Giornata Mondiale del Teatro permettono di concretizzare questi obiettivi.

Ogni anno, una personalità del mondo del teatro, o un’altra figura conosciuta per le sue qualità di cuore e di spirito, è invitata a dividere le proprie riflessioni sul tema del Teatro e della Pace tra i popoli. Questo, che viene chiamato “il messaggio internazionale”, è tradotto in diverse lingue ed è poi letto davanti a decine di migliaia di spettatori prima della rappresentazione della sera nei teatri nel mondo intero, stampato nelle centinaia di quotidiani e diffuso da radio e televisione sui cinque continenti. Jean Cocteau fu l’autore del primo messaggio internazionale nel 1962.

Il teatro riunisce e la Giornata Mondiale del Teatro è la celebrazione di questa volontà. È un’opportunità per gli artisti della scena di dividere col pubblico una certa visione della loro arte ed il modo con cui questa arte può contribuire alla comprensione ed alla pace tra i popoli.

Alla diffusione del messaggio internazionale vengono ad aggiungersi numerosi avvenimenti, dalla manifestazione quasi intima fino alla grande celebrazione popolare. Ecco alcuni esempi: lettura del messaggio nei teatri il 27 marzo; festival di teatro internazionale e nazionale il giorno stesso o intorno al 27 marzo; rappresentazioni eccezionali, simposi e tavole rotonde sul teatro; giornata “porte aperte” ed inaugurazione di nuovi teatri; redazione di messaggi nazionali; articoli nella stampa sul teatro e dei commenti sul messaggio internazionale; trasmissioni di radio e di televisione sul teatro; programmazione eccezionale di opere drammatiche alla radio ed alla televisione; giornata di entrata libera o distribuzione gratuita di biglietti di teatro; conferenze di eminenti personalità nazionali; balli popolari, kermesse, feste, sfilate, teatri imbandierati; manifesti speciali, edizione di un francobollo speciale; rappresentazioni e collette in favore degli organismi di beneficenza nel campo del teatro.

Tra gli autori del messaggio internazionale: Jaen Cocteau, Arthur Miller, Laurence Olivier, Jean-Louis Barrault, Hélene Weigel, Miguel Angel Asturias, Peter Brook, Pablo Neruda, Maurice Bejart, Luchino Visconti, Richard Burton, Eugene Ionesco, Radu Beligan, Janusz Warminski, Mikhail Tsarev, André-Louis Perinetti, Wole Soyinka, Antonio Gala, Martin Esslin, Kiril Lavrov, Jorge Lavelli, Edward Albee, Vaclav Havel, Umberto Orsini, Saadalla Wannous, Jeong Ok Kim, Vigdis Finnbogadottir, Michel Tremblay, Iakovos Kampanellis, Girish Karnad, Tankred Dorst, Fathia El Assal, Ariane Mnouchkine, Victor Hugo Rascon Banda, Mohammed Al Rasimi, Robert Lepage, Augusto Boal, Jessica A. Kaahwa.

 

Finalmente, dopo tanti anni durante i quali la U.I.L.T. (Unione Italiana Libero Teatro), da sola in Italia, ha commemorato la Giornata Mondiale del Teatro, il 6 novembre 2009, accogliendo la sollecitazione dell’U.N.E.S.C.O., il Consiglio dei Ministri, con apposita delibera, ha istituito anche in Italia la Giornata Mondiale del Teatro, allineando ufficialmente il nostro Paese al resto del mondo.

 

Purtroppo, dopo averla celebrata solo nel 2010, il Governo ha accolto la richiesta delle associazioni di categoria dello spettacolo ed ha sospeso le celebrazioni per il 2011.

La U.I.L.T. che, insieme a tanti amici in ogni continente, celebra la Giornata Mondiale del Teatro già da molto tempo è invece intenzionata a continuare, anche se, altri, condizionati da una visione provinciale che dimentica una tradizione mondiale che dura da mezzo secolo, preferiscono recedere dai buoni propositi enunciati.

Noi, come sempre fatto, insieme ad esprimere l’orgoglio di essere teatranti, approfittiamo dell'occasione per sottolineeare anche i motivi di preoccupazione che rendono acuto il disagio del “fare teatro” nel nostro Paese, sia a livello amatoriale che professionistico.



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